TRIESTE - In questi giorni di rientri e code in autostrada sarebbe bello potersi disinteressare della strada e lasciare che l'auto faccia tutto da se'. Lo scenario non e' poi cosi' fascientifico, secondo quanto afferma Alberto Broggi, docente dell'universita' di Parma, che con le sue auto senza pilota e' arrivato addirittura a Shangai.
Il problema, ha spiegato l'esperto durante il meeting della Ieee Conference on Automation Science and Engineering che si e' appena concluso a Trieste, potrebbe essere piu' di tipo legale: ''La tecnologia per andare su strade 'tranquille' come le autostrade c'e' gia' - spiega l'esperto -, le leggi attuali pero' non lo permettono. Per quanto riguarda la guida in citta' ci vorra' piu' tempo, non saprei dire quanto, forse 10 anni''.
La questione non e' tanto tecnologica, ma 'umana': ''Il momento piu' difficile del viaggio a Shangai - ha raccontato Broggi durante la sua lezione - e' stato far camminare la nostra auto a Mosca, in una strada dove nessuno rispettava il codice della strada. Bisogna trovare il modo di adattare il comportamento delle auto senza pilota alle caratteristiche dei guidatori che ha intorno, e fargli capire ad esempio che in un dato posto le probabilita' che gli oggetti che lo circondano non seguano le regole e' piu' alta. E' un problema di software su cui si sta lavorando, ma non e' affatto facile''.
Il viaggio da Parma a Shangai, durato tre mesi e terminato in concomitanza con gli ultimi giorni dell'Expo, e' stato fatto con quattro veicoli elettrici che avevano a bordo 7 telecamere e 4 scanner laser gestiti da un computer. Quasi tutta la strada e' stata percorsa senza l'intervento umano: ''Ci sono ancora problemi in situazione di forte maltempo - spiega Broggi - o se c'e' molto traffico, appunto perche' non tutti rispettano le regole. Un'altra difficolta' che abbiamo incontrato e' far capire al veicolo che in qualche caso si possono infrangere le regole, ad esempio se un ostacolo impedisce la marcia''.
Il sistema su cui stanno lavorando i ricercatori emiliani sta comunque dando gia' frutti: ''A differenza di altri gruppi nel mondo noi stiamo cercando di utilizzare componenti low cost e integrate nell'auto - spiega Broggi - e stiamo avendo ottimi risultati nell'agricoltura, per automatizzare il movimento dei trattori, in miniera, e in generale in tutte le applicazioni in cui il veicolo deve compiere sempre la stessa azione''.
Alla conferenza sull'automazione, iniziata lo scorso 25 agosto e realizzata in collaborazione con l'universita' di Trieste, hanno partecipato piu' di 200 ricercatori e ingegneri da tutto il mondo. Una parte importante e' stata dedicata proprio al traffico automobilistico e a come regolarlo: ''Abbiamo dimostrato - ha spiegato ad esempio Mariagrazia Dotoli del Politecnico di Bari - che controllando i tempi di ingresso in un'autostrada con dei semafori in grado di variare i tempi a seconda del numero di veicoli entrati e' possibile ridurre le congestioni''. (Di Pier David Malloni) (ANSA)
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