Le nostre montagne

Autore: 
Paola Doretto

PORDENONE - Primo giorno di dicembre, risalgo la larga e agevole strada che porta al Piancavallo, il cielo è azzurro e striato da un reticolo di nuvolette bianche, i gas di scarico che lasciano gli aerei. E' presto, e il sole , già basso all'orizzonte, riscalda però ancora e sugli alberi ci sono tante foglie che non sono cadute. Il freddo, quello vero, non è ancora arrivato. Solo qualche gelata notturna e la Natura non riconosce più il suo ciclo, ma si adatta, cambia, e cambia con essa il paesaggio.  
Guardo giù verso la pianura i piccoli centri abitati della Pedemontana: da lassù sembrano paesini giocattolo. Sono immersi in uno strato d'aria grigia e più densa e penso che anch'io pochi minuti fa ero lì e però, pur sapendo dell'inquinamento dell'aria che ci attanaglia, non me ne potevo rendere conto con tanta evidenza come da quassù. Eppure noi viviamo lì, respiriamo, ci muoviamo per tutte le nostre faccende, più o meno importanti. Ma bisogna salire qui verso le nostre montagne per notare quello stacco di grigio sull'azzurro. Per vedere in modo inequivocabile e non attraverso tabelle o articoli lo stato effettivo e la gravità della nostra situazione. Continuo a salire e mi avvicino sempre più al magnifico profilo del Monte Cavallo, col pensiero lo rivedo com'è dal nostro Corso Vittorio Emanuele, mi ha sempre fatto un certo effetto trovarlo lì, a stagliarsi alla fine dei portici, proprio lì davanti a noi, lontano e vicino nello stesso tempo.
Oggi ha un colore bellissimo, l'erba non è bruciata dal gelo ed ha il colore caldo del tè. Non c'è un angolo che sia innevato, nemmeno fra le cime più alte. Le previsioni meteo dicono che verrà, magari nei prossimi giorni proprio e ne verrà e forse così tanta e in così poco tempo che ci spaventerà. Per ora non c'è n'è e sono molti gli anni in cui non si fa vedere ultimamente, o si fa vedere per qualche giorno ininterrottamente per poi sciogliersi in poche ore. Le stagioni sono cambiate. "Non ci sono più le stagioni di una volta", ormai tutti lo dicono e ne ridono come di una battuta. Ma io sono venuta fin quassù per guardare i boschi bellissimi, estesi per intere gole e fianchi di montagna, silenziosi, profumati e sono venuta a vedere anche il comprensorio che dal Piancavallo porta al Cansiglio perchè ho sentito di nuovo parlare del progetto di fare di questo spazio naturale magnifico un'unica grande pista da sci.
Un progetto che si sollecita da molti anni e che è stato accarezzato da molte amministrazioni politiche. Scommetto che molti pensano che sia una gioia avere qui a due passi un grande comprensorio sciistico, sempre più facile da raggiungere, sempre più votato al nuovo idolo: il divertimento. Ma so anche che molti pensano che però questo significa sfregiare questa pace, questa bellezza, questo patrimonio di ossigeno e vita che sta a pochi passi da noi, come un tesoro. So che ogni anno sulla Palantina si radunano molte persone per protestare pacificamente contro questo progetto.
Ma la corsa non si ferma, progettisti, imprese, lavoro per tutti, onori e denari sporchi o puliti per i politici. Non si ferma come tutto quello che ormai da decenni ci muove in modo forsennato e stolto in un'unica direzione che sembra avere come meta e comunque sempre come prezzo, la violenza sulla Natura, il suo degrado, la distruzione della sua bellezza. Non si prende nemmeno atto che la neve ormai qui viene quando viene e spesso è poca e poco duratura, non importa, gli impianti si fanno, poi c'è sempre la neve artificiale. Oh la neve artificiale! Vorrei che ci pensassimo bene a questo squallido ripiego.
Costoso, inquinante e molto triste. Passeggiare in montagna è per pochi, eppure quanto ci sarebbe da guadagnare se cominciassimo a capire che le montagne non vanno ferite e sventrate, ma tutelate, ascoltate nei loro fruscii, nei loro profumi, godute per i loro colori. Ed è così bella poi la fatica di mettere un piede dopo l'altro alzando gli occhi ogni tanto alle nuvole, all'immensità del cielo. Come ci farebbe bene, come costerebbe poco e come sarebbe saggio ed intelligente un mondo senza tanti divertimenti indotti e fasulli. Un mondo dove dalle città si viene nelle nostre montagne per sentire il silenzio ed il profumo della neve, che forse allora ritornerebbe a cadere ogni anno, ad aprire i pensieri a portarli più in alto davvero.
 Paola Doretto   IL PONTE Lista civica per Pordenone

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