La Centrale di Malnisio di sera

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La sera di sabato 27 aprile, l'Immaginario Scientifico organizza una visita alla Centrale di Malnisio al bagliore di lanterne e candele.
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PORDENONE- Metti una sera in un'ex Centrale idroelettrica... Sabato 27 aprile la Centrale di Malnisio si accende della sola luce di lanterne e candele, per una visita guidata speciale fra turbine, alternatori, impianti e trasformatori, alla scoperta della storia dell'ex Centrale idroelettrica “A. Pitter”.

“Sotto un'altra luce”, così si intitola l'iniziativa che ha già visto un largo consenso del pubblico nelle passate edizioni, prenderà il via alle 20.30 e accompagnerà i partecipanti in un viaggio nel tempo, nella suggestiva atmosfera di cent'anni fa, quando i primi uomini iniziarono a produrre l'elettricità sfruttando l'acqua del fiume Cellina.

Il programma prevede la lettura di una poesia significativa, presso la sezione espositiva “Tempo”, che raccoglie immagini, documenti, strumenti e racconti degli uomini e delle donne che hanno intessuto la storia della Centrale.

A seguire ci sarà la visita vera e propria, con tanto di simulazione del funzionamento della Centrale e del rumore prodotto. Si racconterà poi di quella che era la vita sociale di chi vi ha lavorato, con la lettura di un brano da parte di un ex dipendente.

La visita dovrebbe terminare attorno alle ore 22.30.

Per partecipare è necessario prenotare entro il 24 aprile, telefonando al numero 0434 542455 oppure tramite il form online sul sito www.immaginarioscientifico.it.

Il costo è di 8,00 euro per gli adulti e 5,00 euro per i bambini da 6 a 12 anni.

Si consiglia un abbigliamento caldo e comodo.

L'ex Centrale di Malnisio

La Centrale di Malnisio si inserisce in un sistema di impianti per lo sfruttamento idroelettrico del torrente Cellina, realizzato agli inizi del ‘900, grazie all’intuizione e al progetto di Aristide Zenari, giovane ingegnere del Regio Genio Civile.

Il progetto prese avvio nel marzo del 1900, con più di duemila tra minatori, scalpellini, muratori, carpentieri, scarriolanti e donne portatrici, che lavorano alacremente per cinque anni nella serie di cantieri che si snodano dalla diga, lungo il canale adduttore, nelle centrali di Malnisio e Giais e nei rispettivi canali di scarico.

Con il suo sistema di quattro turbine tipo Francis Riva-Monnert accoppiate ai rispettivi alternatori Tecnomasio Italiano Brown-Boveri da 2.600HP, la Centrale entrò in funzione dal 1905 e chiuse definitivamente la produzione nel 1988, uscendo indenne dai due conflitti mondiali e dal sisma del ’76 e mantenendo tutti i macchinari perfettamente intatti e conservati. 

Per la trasmissione alle stazioni rilevatrici, la corrente, qui generata alla tensione di 4.000 Volt, veniva elevata con due trasformatori monofase a 30.000 Volt (quello che allora era considerato il massimo potenziale), successivamente sostituiti da altri trifasi, che elevarono la tensione a 60.000 Volt.

A Malnisio la rete elettrica, quindi, iniziò a servire le case solo negli anni '40.

 

 

 

 

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