SEGNALI POSITIVI SUL FUTURO DEL GRUPPO FLORIDA

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Ottimismo è stato espresso nel corso del tavolo di crisi richiesto dalle sigle sindacali e convocato dalla Provincia di Pordenone.
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PORDENONE  – Segnali di ottimismo sul futuro delle aziende del Gruppo Florida. Sono giunti al termine dell'atteso tavolo di crisi convocato questa mattina nella sede della Provincia di Pordenone.

Una situazione dinamica come constatato nel corso dell'incontro alla presenza del Presidente Alessandro Ciriani, del dirigente del Settore Politiche del Lavoro dell'ente intermedio Gianfranco Marino, dei vertici di associazioni datoriali ed organizzazioni sindacali provinciali (CGIL, CISL, UIL) e delle Rsu delle aziende del Gruppo (quattro imprese, oltre 400 occupati). Presente per il Gruppo Florida l'ing. Claudio Giraldo.

Illustrate le diverse ipotesi percorribili attualmente in fase di studio. Una prima idea, finalizzata a salvaguardare l'integrità del Gruppo prevede di ricorrere alla “Legge Prodi”, ipotesi  promossa in particolare dalla CGIL di difficile applicazione poiché le la galassia Florida non si configura come un gruppo compatto ma come un insieme di aziende legate da rapporti di partecipazione azionaria dei diversi soci prevalenti.

Più facilmente praticabile è invece l'ipotesi di sostenere il rilancio dei marchi attraverso l'affermazione di brand riconoscibili sulla base delle diverse categorie di prodotto: cucine di gamma medio – bassa (Poletti & C. S.p.a. Budoia); cucine di alta gamma (Florida Cucine Profim S.p.a. a Prata di Pordenone); arredo casa (soggiorni, camere da letto, salotti e cucine di madia gamma); Leader Cucine Srl a e Mobilificio Florida Srl a  Prata Di Pordenone).

L'intervento prevederebbe in particolare la divisione del “sistema” Florida in almeno tre “parti”, senza escludere la possibilità che alcune lavorazioni comuni alle diverse gamme di prodotto possano essere comunque, in base alle esigenze di produzione, distribuite tra i diversi marchi. Nel caso di  Poletti e  Florida Cucine i soggetti interessati all'acquisto sarebbero imprenditori del Distretto del Mobile che si appoggerebbero a finanziatori locali. Nel caso di Leader Cucine Srl e Mobilificio Florida srl la famiglia Bortolin, già presente nella compagine societaria, interessata a rilevare lo stabilimento. In questo caso il progetto industriale prevederebbe lo smembramento dello stabilimento con la creazione tre siti produttivi concentrati nell'area già occupata.

Sarà compito della Provincia fare uno screening anche dell'intero indotto. “Dopo l'incontro con l'Unione industriali e con le parti sindacali – ha osservato il Presidente Ciriani – occorrerà aspettare il mese di giugno, quando la regione, come già sostenuto in linea teorica, dovrebbe provvedere a finanziare l'eventuale progetto speciale riguardante l'area del  Mobile. A tal fine assume particolare importanza che che vi siano interlocuzioni tra le categorie e la regione perché semplice teoria possa diventare un vero e proprio studio di fattibilità”.

L'intervento della Provincia potrebbe essere quello di favorire lo start up delle newco a patto che si verifichino sia l'attivazione di una CIGS per procedure concorsuali sia la sottoscrizione di accordo sindacale per il mantenimento dei posti di lavoro, senza che ciò comporti oneri per l’acquirente. In questo caso sarebbero erogabili sia contributi per le assunzioni e la stabilizzazioni ai sensi del art. 48 della L.R.18/05 che l'attivazione di percorsi di formazione del personale finalizzati  all'addestramento necessario a rendere i livelli di produzione adeguanti a quanto previsto dai nuovi piani industriali.

 

 

 

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