• sabato 22 settembre 2018

    sonia

    Verdi, Primo Levi portato in scena da Sonia Bergamasco

    sonia

    PORDENONE – La lettura è una forma di “teatro pieno”: ripenso spesso a quelle di Strehler, un modo straordinario per accostare la parola scritta a quella parlata. Parola di Sonia Bergamasco, attrice e regista, (Nastro d’Argento 2004, Premio Flaiano 2005 e 2016, della Critica 2012, Duse 2014, Ciak e Premio Alida Valli 2016), versatile e raffinata interprete, ideatrice e interprete di “Ex Chimico.

    Primo Levi e il suo secondo mestiere”, lo spettacolo che debutterà mercoledì 3 ottobre in prima nazionale al Teatro Comunale Verdi di Pordenone, dove proprio in queste settimane viene allestito nell’ambito di un progetto di residenza e della coproduzione siglata dal Teatro con Orlando28.

    «Da poco mi sono accostata alla lettura di Primo Levi: mi ha subito colpito la qualità finissima della sua scrittura, così aderente al corpo dei personaggi che da subito produce il desiderio di portarla in scena», ha spiegato l’attrice nell’incontro stampa di presentazione, questa mattina al Verdi.

    «Oltre a “La tregua”, la sua eredità letteraria forse più nota, esiste una quantità sterminata di racconti che Levi ci ha lasciato. Ho avvertito naturale pensare di tradurre in scena questi lavori: come fosse una trasformazione alchemica per irradiare il sorriso azzurro e luminoso di quest’uomo, così toccato dalla vita. Come se il corpo d’attore si prendesse carico della forma aderente a un foglio di carta. Levi si definiva “scrittore della domenica” perché la sua professione era, appunto, quella del chimico. Fino a quando la passione per la scrittura lo ha preso completamente. Sono felice di poter restituire queste due dimensioni del Levi tecnico e dello scrittore: una sorta di “centauro”, figura a lui carissima».

    Sonia Bergamasco, sola in scena, restituirà alcune tra le pagine più luminose e sorprendenti di Primo Levi. Lo spettacolo, una coproduzione Orlando28 e Teatro Comunale Giuseppe Verdi Pordenone, è in scena nell’ambito del progetto speciale “Tra letteratura e teatro”, curato da Natalia Di Iorio, al via giovedì 20 settembre (Teatro Verdi, ore 20.45) con “Una e una notte”, da Ennio Flaiano con Maria Paiato, in cartellone per il festival pordenonelegge 2018.

    In scena il pubblico si ritroverà di fronte a un vero e proprio ritratto dell’autore “cucito insieme” attraverso racconti e frammenti dall’opera di Levi che spaziano dalla testimonianza al racconto di fantasia, dalla poesia alla fantascienza e che ci consegnano, nell’estrema varietà dei generi, il timbro inalterato e inconfondibile della sua alta voce morale. Un’attrice sola in scena allestisce un teatro dei giochi, feroce e umanissimo, che parla la lingua esatta di Primo Levi e che si stempera nel suo sorriso azzurro e dà forma e respiro alle nostre vite fragili e desideranti. Ci sorprendiamo a ridere di cuore di un animale fantastico e l’istante successivo restiamo inchiodati a un’incarnazione definitiva del male.

    “Ero una ragazza quando lessi per la prima volta Se questo è un uomo – racconta la Bergamasco – un libro incandescente che cambia la percezione del mondo e della Storia. Fino a non molto tempo fa, però, non ero andata oltre quella soglia, e non conoscevo l’ampiezza e la ricchezza dell’opera di Primo Levi, che è oggi uno degli scrittori italiani più conosciuti al mondo. I suoi racconti fantastici e fantascientifici (poco noti al grande pubblico) si affacciano – a cento anni dalla nascita dello scrittore – con la limpidezza e l’ironia di un classico e parlano una lingua asciutta, commovente, intimamente musicale”.

    Il percorso “Tra letteratura e teatro” – sostenuto da Fondazione Friuli, partner progetto Fondazione Pordenonelegge.it e media partner Radio RAI Tre – proseguirà con una storia tristemente nota alla cronaca: quella di Irina, una donna alla quale un giorno vengono sottratte dal marito le due figlie gemelle che non saranno mai più ritrovate. Concita De Gregorio ha tratto un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese.

    “Mi sa che fuori è primavera” sarà in cartellone al Teatro Verdi domenica 25 novembre, per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, che ha progettato questo lavoro insieme a Gaia Saitta, interprete in scena. Arthur Schnitzler, capace di indagare i più intimi meccanismi della psiche, analizza non senza pessimismo la degradazione dei valori individuali e culturali del suo tempo che è ancora il nostro. La sua “Signorina Else”, di scena al Verdi dal 3 al 5 dicembre, è una spietata radiografia della società austriaca negli anni Venti, un vibrante monologo interiore, interpretato con straordinaria intensità dalla giovane Lucrezia Guidone, in scena con Martino D’Amico, entrambi diretti con mano esperta e sicura da Federico Tiezzi.

    Ultima tappa il 16 maggio 2019: dopo aver lavorato sui testi pubblici e privati di Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini, Fabrizio Gifuni si confronta con lo scritto più scabro e nudo della storia di Italia. “Con il vostro irridente silenzio”, in scena al Verdi, è uno studio sulle lettere dalla prigionia e sul cosiddetto memoriale di Aldo Moro, che si avvale della preziosa consulenza storica di Francesco Biscione e Miguel Gotor. Un fiume di parole inarrestabile che si cercò subito di silenziare, mistificare, irridere. A distanza di quarant’anni pochi le hanno davvero lette, molti hanno scelto di dimenticarle.

    Le prevendite per gli abbonamenti a “Tra letteratura e teatro” e per i biglietti dello spettacolo “Una e una notte” sono attive on-line al sito www.comunalegiuseppeverdi.it e alla Biglietteria del Teatro aperta dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Mentre per lo spettacolo “Ex Chimico – Primo Levi e il suo secondo lavoro” i biglietti saranno disponibili dal 13 settembre. INFO 0434 247624

    Pubblicato il 12 / 09 / 2018