Coronavirus: nuovo Dpcm 16 gennaio. Vietato asporto bar dopo le 18

ROMA. Dall’entrata diretta in fascia rossa sulla base di alcuni parametri (quello spuntato per ultimo è 250 casi per 100 mila abitanti) o in fascia bianca se l’indice Rt è inferiore a 0,5, alla decisione su come dovranno regolarsi circa le aperture di negozi, ristoranti, palestre, piscine e impianti da sci. E poi gli spostamenti da Regione a Regione.

Si è conclusa una riunione di maggioranza convocata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte per fissare i punti che dovranno diventare lo scheletro del Dpcm che scatterà il 16 gennaio e che questa mattina, 11 gennaio, verranno discussi con le Regioni. Il 13 la relazione verrà discussa in Parlamento.

Le misure antimovida

Per impedire assembramenti in strada e movida il governo pensa di vietare l’asporto di cibi e bevande dai bar dopo le 18. Consentita solo la consegna a domicilio. Una misura che non riguarderà i ristoranti.

Confini regionali

E’ uno dei punti in questione e sul tavolo del vertice. Posto che chi è in zona arancione e rossa non può oltrepassare i confini regionali, si sta valutando se eliminare questo punto per le Regioni gialle.

Impianti da sci

Già slittate al 18, dopo che è stata negata la riapertura il 7 di gennaio, gli impianti sciistici potrebbero restare al palo anche questa volta. E’ questo uno dei temi caldi che animano il vertice. Secondo fonti dirette della maggioranza, gli impianti sciistici al 90% resteranno fermi. Quindi, l’ennesimo slittamento per un comparto che in Italia garantisce un gettito di 12 milioni di euro l’anno.

Stato di emergenza

Il governo punta ad un allungamento dei tempi dello stato di emergenza. O tre o sei mesi. Quindi o fino al 30 aprile o fino al 31 luglio.

Un allentamento delle misure potrebbe arrivare per cinema e musei per le Regioni in zona gialla.

L’obiettivo del governo è anche introdurre una nuova zona ‘bianca’ nella quale sarebbero aperte tutte le attività, scuole comprese. Il criterio ipotizzato per accedervi, al momento, sarebbe l’Rt sotto 0,5: una soglia che però ad oggi è ben lontana dall’essere raggiunta dalle regioni.

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