Fila a Teatro, Being Don Quichotte il 7 febbraio

VALVASONE – Being Don Quichotte. Essere Don Quichotte. Espectáculo maravilloso! Cambierà la tua vita per sempre! O forse … non lo farà. In ogni caso, un appuntamento da non perdere e per il quale è bene prenotare subito il proprio posto considerato che la cornice sarà il meraviglioso e raccolto teatrino storico del Castello di Valvasone.

La serata di venerdì 7 febbraio, con inizio alle 21.00, arricchisce la rassegna Fila a Teatro, organizzata da Molino Rosenkranz, di un’altra prima nazionale che non ha lasciato indifferente il pubblico di altri paesi europei difronte ad una ad una particolare performance di teatro di figura.

A proporlo è Teatro Matita (Slovenia) su testo di Matija Solce, Cervantes e team, regia di Vide Cerkvenik Bren e Matija Solce, drammaturgia Miha Razdrih, burattino di Mitja Ritmanič. In scena lo stesso Solce e Filip Šebšajevič, una marionetta, un tavolo e un mucchio di oggetti senza senso. Basandosi sui motivi del romanzo di Cervantes, sulla poetica visiva del regista sceneggiatore ceco Jan Švankmajer e su alcuni fatti della vita quotidiana dei burattinai, lo spettacolo “Being Don Quichotte” affronta passato e presente, l’individuo e la società, il burattinaio e il suo burattino, i burattini e gli oggetti.

La tragicommedia inizia con il povero burattinaio che vive senza palcoscenico, senza luci e che deve farsi strada con una sola marionetta mentre il suo manager ha in testa solo il successo commerciale.

Lo spettacolo tradizionale di marionette si intensifica in teatro fisico, commedia dell’arte e scene surreali: il palcoscenico si diffonde in tutto il luogo e il pubblico viene attivamente coinvolto. E dopo che il burattino ha tagliato le corde, dopo che il burattinaio ha perso il lavoro, dopo che il pubblico ha lasciato il “disastroso” spettacolo … le nuove idee ricominciano a crescere.

Interpretato da due burattinai multifunzionali e diretto dal regista di teatro sperimentale, questo spettacolo combina interpretazioni tradizionali e moderne del teatro delle marionette e mette in discussione il senso di questa forma d’arte.

E anche mettendo in discussione identità, cultura, arte e altri argomenti post-moderni, la provocazione sarà infine messa in autoironia e rassegnazione. E così anche il pubblico, dopo essersi unito a Don Quichotte nella sua cavalcata selvaggia, tornerà alla noia quotidiana.

Sabato 8 febbraio, ore 20.45, prendendo posto direttamente sul palco anziché nella sala del teatro di Zoppola (anche per questo è consigliata la prenotazione), andrà in scena un Cappuccetto Rosso davvero speciale. Con THIORO, infatti, la fiaba che tutti conosciamo va letteralmente in cortocircuito accendendosi con la coinvolgente e colorata tradizione africana che porterà lo spettatore alla scoperta non del bosco, ma della savana, non del lupo ma di Buky la iena in un viaggio immaginifico e bruciante attraverso l’Africa.

L’esatta origine di Cappuccetto Rosso continua ad essere un’incognita e narrazioni basate o ispirate allo stesso tema possano trovarsi non solo nel folklore europeo, ma anche nella tradizione del Medio Oriente e in Africa. Un racconto tradizionale, estratto dal cuore della letteratura orale, che è riuscito senza sforzo e in modo indiscutibile a essere considerato uno dei racconti popolari più famosi di tutti i tempi e che ha rappresentato, e rappresenta ancora, molto più di quello che il lettore o l’ascoltatore comune possono immaginare.

Ad coinvolgere il pubblico in un ritmo pulsante, in un intreccio di lingue, strumenti e immaginari sono Adama Gueye, Fallou Diop, attori e musicisti, e Simone Marzocchi compositore e trombettista. Regia di Alessandro Argnani e organizzazione di Moussa Ndiaye.

Vincitore del Premio Eolo Award 2019 come miglior progetto produttivo, lo spettacolo nasce in Senegal e testimonia una nuova occasione di incontro nel solco della feconda relazione del Teatro delle Albe (Ravenna) con Diol Kadd e Ker Theatre Mandiaye N’Diaye (Africa).

Prima dello spettacolo (dalle 16.00 alle 18.00) nel Centro Pasquini a due passi dal teatro di Zoppola, gli attori stessi cureranno il workshop di Percussioni e Danze africane (max 20 partecipanti). Prenotazione obbligatoria.

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