Rugby, c’era una volta il Friuli Venezia Giulia

UDINE – Tre atleti friulani Under 18, Alberto Comelli e Filippo Burin della Rugby Udine Union Fvg e il pasianese Axel Margutti (nessun pordenonese o triestino), sono stati convocati al Trofeo dei Dogi, che si terrà a San Donà di Piave, domenica prossima, 7 gennaio. Un test utile al Comitato Veneto per selezionare i migliori atleti da inserire nelle rappresentative per i prossimi impegni in calendario. A latere di questa notizia, comunque positiva, arriva però la chiosa, piuttosto critica, del presidente bianconero, Massimo Ferrarin (nella foto).

“Dispiace solo constatare che i nostri atleti siano costretti a fare attività con il Comitato Veneto, anziché con la maglia del Friuli Venezia Giulia perché il giovane Comitato del Friuli Venezia Giulia non è stato in grado di mettere in piedi un concreto programma né per gli Under 18, né per Under 16, o l’under 14 e per il settore femminile”. “Fino all’anno scorso la nostra regione esprimeva solo una delegazione, che però era capace di mettere in campo regolarmente le sue rappresentative Under 16, 14 maschili e femminili (l’Under 18 fino alla scorsa stagione non era obbligatoria ndr). Il che consentiva non solo a 2 o 3 dei nostri atleti, ma ad almeno 22-25 per categoria di confrontarsi e fare esperienza ad un livello più alto di quello a cui erano abituati nei rispettivi campionati zonali. Ma soprattutto di fare esperienza come Friuli Venezia Giulia senza sudditanza psicologica verso il Veneto. I confronti con i coetanei di altre regioni o con squadre di club stranieri sono fondamentali nel percorso di crescita formativo dei nostri giovani atleti. Ora invece tutto è stato demandato al Comitato Veneto, come accadeva fino a cinque anni fa. Il quale convoca non più di 2 o 3 dei nostri ragazzi alla volta, quasi per farci un piacere”.

“Si stava meglio quando si stava peggio, insomma, verrebbe da dire. Perché quando eravamo solo delegazione i nostri ragazzi partecipavano, come rappresentativa Fvg, a manifestazioni importanti come il torneo Milani di Rovigo, il Torneo di Prato o il Memorial Caligiuri di Roma, oltretutto con risultati più che lusinghieri. Ora il Comitato, richiesto a gran voce da chi oggi lo gestisce, sebbene noi fossimo perplessi, non ritenendo che i tempi fossero ancora maturi, sembra soggetto giorno dopo giorno ad un progressivo svuotamento di competenze e di attribuzioni, attuato proprio dal suo interno”.

“Spero – conclude Ferrarin – che i fatti in futuro possano smentirmi, ma allo stato attuale la nascita del Comitato Fvg, per come è stato gestito finora, non è stata un passo avanti, bensì due indietro”.

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