Rugby, Serie A. Due pordenonesi nel direttivo della Union Udine Fvg

UDINE – La Rugby Udine, massima espressione della pallovale del Friuli Venezia Giulia, da 14 stagioni consecutive in serie A, è sempre più pordenonese o meglio: sempre più espressione di tutta la regione. Il piano della società bianconera nel medio-lungo termine è quello di raggiungere l’elìte del rugby italiano con una squadra composta al novanta per cento da atleti provenienti dai vivai del territorio. Intanto comunque l’iniezione di risorse dal Friuli Occidentale si è fatta davvero importante. L’assemblea dei soci ha eletto il nuovo Consiglio di amministrazione. Accanto al confermatissimo presidente, Massimo Ferrarin, è stato nominato vice il pordenonese Francesco Silvestri, già delegato regionale della Fir e componente della Giunta regionale del Coni, che si occuperà di impiantistica e rapporti con gli altri club e le istituzioni. Nel direttivo anche Alberto Turrin, a sua volta ex presidente del Pordenone Rugby. “E’ una opportunità che non potevo rifiutare – commenta Silvestri – ringrazio Massimo Ferrarin ed i soci della Rugby Udine che mi hanno confermato nel Cda e come vice presidente. Quello bianconero è un club di serie A e l’obiettivo dichiarato è di aprirlo ai giocatori più interessanti della nostra regione, che non dovranno più essere costretti ad emigrare per giocare ai massimi livelli italiani ”. “Il progetto della Rugby Udine – continua Turrin – è inclusivo delle persone che vogliono far crescere il rugby regionale”. Nel frattempo nella rosa sono ora 4 i giocatori pordenonesi: Del Tin, Zanchetta e i fratelli Tiziano e Raffaele Picchietti.
Sempre restando nell’ambiente del rugby friulano, sabato 4 novembre, in occasione del cinquantennale dell’arrivo del rugby a Pordenone, è in programma la prima edizione del “Memorial Giovanni Santin”. L’evento, presentato ieri nella sala convegni dell’Hotel Santin, riservato a squadre Old provenienti da Milano, Treviso, Udine e Pordenone (i quattro club nei quali militò Paolo Quirini, il fondatore della pallovale sul Noncello), si terrà negli impianti del Pordenone Rugby in via Mantegna a Borgomeduna a partire dalle 16.30. Era il 1967 quando una squadra di studenti della scuola media “Giovanni Antonio De Sacchis”, allenata da per l’appunto da Quirini, allora insegnante di educazione fisica, partecipò ad un torneo scolastico: il virus della pallovale si stava diffondendo anche nel futuro capoluogo del Friuli Occidentale. L’anno dopo la squadretta, affiliata all’Endas, svolse attività federale per qualche tempo, prima di sciogliersi e di ricostituirsi solo dieci anni dopo con il nome di Amatori Rugby Pordenone. Intanto però il solco era tracciato e l’ossatura dell’Amatori era la stessa dell’Endas, i vecchi studenti di Paolo Quirini. Quest’ultimo è dunque considerato unanimemente e legittimamente il padre del rugby pordenonese. Ex giocatore di Amatori Milano (il club più blasonato d’Italia), Metalcrom Treviso e Udine, è stato anche allenatore, dirigente e in generale “maestro di rugby”, ruolo che continua a svolgere anche oggi su diversi campi della provincia. I primi passi della primigenia squadra del ’67 furono mossi sul campo “Santin”, il rettangolo di gioco quasi contiguo all’Hotel omonimo, che a sua volta dava alcuni locali al pianterreno da adibire a spogliatoi. Il tutto grazie alla sensibilità e alla lungimiranza di Giovanni Santin, titolare dell’albergo stesso, nonché storico imprenditore immobiliare pordenonese. (Nella foto da sinistra: Paolo Quirini e Francesco Silvestri)

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