Rissa tra immigrati al parco. Ciriani “delinquenti da cacciare”

PORDENONE – Rissa fra immigrati verso le 13 di oggi, lunedì 5 febbraio, all’ingresso del parco San Valentino, a Pordenone.

Nella zona dell’accesso al parco, in via Interna, alcuni stranieri si stavano accapigliando e uno di loro è stato colpito alla testa da una bottiglia.

Sul posto è stata chiamata un’ambulanza; gli infermieri sono scesi dal mezzo per soccorrere il ferito e uno dei litiganti ha scagliato un mattone contro il parabrezza, infrangendolo.

Illesi, per fortuna, gli infermieri. Sul posto, oltre al personale del 118, sono intervenuti i Carabinieri di Pordenone.

«Queste persone devono essere rispedite a casa loro. Non possiamo più tollerare situazioni del genere, a Pordenone come a Milano. E’ una partita che dobbiamo giocare tutti dalla stessa parte e se qualcuno non lo fa se ne deve assumere le responsabilità politiche».

Interviene così il sindaco Alessandro Ciriani in riferimento alla rissa tra immigrati al parco San Valentino e al mattone scagliato contro l’automabulanza.

«Non è ammissibile che l’Italia spenda miliardi di euro per tenere qui dei delinquenti – continua il sindaco, affiancato dall’assessore alla sicurezza Emanuele Loperfido – se dovessi utilizzare le stesse meschinità politiche che ho sentito in questi giorni dovrei dire che il mandante morale di questi episodi è il governo e coloro che a livello locale e regionale hanno sostenuto questa folle politica di accoglienza indiscriminata. ci auguriamo vi siano moti di solidarietà nei confronti degli operatori sanitari».

Riferendosi ancora ai protagonisti dell’episodio, e di episodi simili, Ciriani parla «di gente a cui non interessa essere accolta, non entra nei dormitori, non rispetta le regole, non ha alcun progetto di vita se non quello di spacciare, creare dei clan dentro la città, farsi gli affari loro”.

“Da mesi, assieme ad altri sindaci, continuiamo a predicare nel deserto facendo notare che, accanto a una quota minoritaria di migranti che hanno diritto all’accoglienza, non ne possiamo accogliere una quota stra maggioritaria che non ha alcun diritto di restare nel nostro Paese. E, lo ribadisco, parte di loro è qui solo per sfruttare le opportunità di delinquere che la legge italiana gli dà senza correre grossi rischi, e per alterare il clima di tranquillità e civiltà che abbiamo sempre avuto».

«L’Italia ha procedure a maglie larghissime che permettono a persone respinte da altri paesi europei di venire qui e iniziare nuovamente il percorso. Visto che si parla tanto di Europa unita ciò non dovrebbe avvenire, perché se sei respinto in Germania, Belgio o Austria devi essere respinto anche in Italia».

«Ripeto ciò che abbiamo detto più e più volte fin dalla campagna elettorale: il governo non può scaricare sui sindaci la gestione dei migranti. Minniti ci aveva garantito che avrebbe aperto i centri rimpatri per coloro che si comportano male e commettono reati. Non ne abbiamo visto l’ombra. Abbiamo la questura con il tasso di anzianità più alto d’Italia in assoluto e con un bisogno disperato di personale in quanto gestisce fenomeni migratori al pari delle città di confine senza avere gli stessi uomini per farlo. Anche in questo caso non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle nostre richieste».

«Siamo arrabbiati anche con la Regione a cui abbiamo chiesto più e più volte che una quota di uomini della ex polizia provinciale, ora in capo alla guardia forestale regionale, siano dirottati a compiti di controllo del nostro territorio. Niente da fare, evidentemente si ritiene più importante il monitoraggio dei mufloni che dei delinquenti. Abbiamo dovuto sopperire a queste lacune con nostre risorse, finanziando gli steward che grazie a Dio ci sono e sono apprezzati. Ma, evidentemente, servono agenti delle forze dell’ordine».

«Per questo – informa il sindaco con Loperfido – invieremo una nuova richiesta sia al ministro Minniti perché mandi urgentemente rinforzi (ci serve personale fisso sul territorio), sia a Serracchiani che invitiamo per l’ennesima volta ad ascoltare per una volta la nostra città mettendo a disposizione almeno una parte di quegli uomini che componevano polizia provinciale».

«In ogni caso, vanno ringraziate le nostre forze dell’ordine per il loro lavoro con uomini e mezzi limitati» concludono Ciriani e Loperfido.

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