Amici Cardinale Costantini incontrano ambasciatore Iran

PORDENONE – Un gruppo speciale in un momento cruciale. Questa la sintesi del viaggio compiuto da 38 pordenonesi, accolti – grazie all’intervento dell’on. Isidoro Gottardo – a Teheran venerdì 5 gennaio dall’ambasciatore d’Italia in Iran Mauro Conciatori.

La capitale appariva tranquilla, pur presidiata dalle forze dell’ordine, dopo le violente proteste scoppiate nei giorni precedenti con numerosi morti e feriti.

Il diplomatico italiano ha affermato che l’iniziativa della visita, promossa dall’associazione ‘Amici del Cardinale Celso Costantini’, si inserisce perfettamente nella strategia di sviluppare i rapporti culturali tra italiani e iraniani, eredi di due tra le maggiori civiltà, quella romana e quella persiana.

Agli interessi culturali, ha aggiunto, si intrecciano inevitabilmente anche quelli economici e politici. Ha sottolineato poi la volontà del popolo iraniano di aprirsi di più all’orizzonte internazionale.

Ringraziando dell’accoglienza, il presidente dell’Ascom-Confcommercio imprese per l’Italia di Pordenone Alberto Marchiori – tra i fondatori dell’Associazione e primo presidente della stessa – ha manifestato la bella sorpresa del gruppo pordenonese nella scoperta di immensi tesori di archeologia, di arte e di storia presenti in Iran. Tra i partecipanti al viaggio figuravano professionalità d’eccellenza sia in campo imprenditoriale e commerciale, sia in ambito medico che in quello della docenza universitaria.

Marchiori ha ricordato il messaggio lasciatoci dell’illustre nostro conterraneo Celso Costantini, artefice del dialogo tra diverse culture e religioni, senza venire meno al valore universale del cristianesimo, anzi favorendo la sua positiva accoglienza in estremo Oriente. “ Per il suo eroico impegno nel salvare centinaia di ‘figli della guerra’ – ha concluso Marchiori , egli merita la beatificazione, se la Chiesa lo riterrà opportuno”.

L’ambasciatore e la sua consorte hanno partecipato alla messa dell’Epifania, celebrata da mons. Bruno Fabio Pighin, direttore del gruppo, nella chiesa principale di Teheran, accolti calorosamente dal parroco don Emanuele, poiché ora la diocesi è priva del Vescovo.

Mons. Pighin ha ringraziato Dio – ma anche il Servo di Dio Costantini invocato già alla partenza dall’Italia come protettore del gruppo – per il viaggio rivelatosi di eccezionale interesse, svoltosi senza contrattempi, andato ben aldilà degli obiettivi prefissati.

Il gruppo, con un permesso speciale ottenuto all’ultimo momento, ha potuto visitare la città proibita agli infedeli, Qom, residenza di Khamenei, guida suprema della Repubblica Islamica, e sede delle più favolose moschee sciite.

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