Esclusiva al Verdi, con il violino di Broch e il piano di Markowitz

PORDENONE – Un concerto d’eccezione, quello in programma al Teatro Verdi di Pordenone mercoledì 22 febbraio alle ore 20:45, che vedrà sul palco il violinista Zach Brock e il pianista Phil Markowitz, in una nuova collaborazione, un progetto venuto alla luce di recente e volto a esaltare, tramite composizioni originali, l’interplay, soprattutto nelle esibizioni live, tra pianoforte e violino.

Un concerto che arricchisce il “progetto violino” inserito nella programmazione musicale del teatro: solisti nella Sinfonica, cameristi di duo dedicato al violino, e un duo violino e pianoforte con musiche jazz, per scoprire la bellezza di uno strumento che da noi viene poco ascoltato come jazz.

Acclamato come uno dei più promettenti musicisti della sua generazione, Zach Brock è violinista jazz e compositore. Insieme al pianista Phil Markowitz (“uno dei più sensibili, poetici e fantasiosi pianisti di tutti i tempi” secondo Chet Baker) ha creato un nuovo repertorio per violino e pianoforte, che attinge alla tradizione jazz, alla classica contemporanea e alle radici musicali pop dei rispettivi ambiti di provenienza.

Il loro disco “Perpetuity” è stato inserito dal Chicago Tribune tra le registrazioni top ten del 2014. Dopo il debutto alla Carnegie Hall di New York, Zach è stato accolto con entusiasmo dalla critica come un astro nascente, un giovane artista eccezionalmente interessante, capace finalmente di colmare il baratro che separava il violino dal mondo del jazz: nel 2012 è stato il primo violinista a incidere per l’etichetta olandese Criss Cross Records in oltre trent’anni di attività.

Grazie a collaborazioni con il leggendario bassista Stanley Clarke, conmaestri del jazz contemporaneo come appunto Phil Markowitz e Dave Liebman e con il gruppo Snarky Puppy (Grammy Award 2014), Zach si è affermato progressivamente a livello internazionale: ospite in svariate occasioni del Sundance Festival, è attualmente artista residente presso il Boyer College Temple University di Musica e Danza a Philadelphia.

Phil Markowitz, dal canto suo, è uno dei più raffinati pianisti dell’attuale panorama jazzistico americano. Affacciatosi sulla scena internazionale a fine anni ’70, suonando per quattro anni con la band di Chet Baker, Markowitz è un improvvisatore completo e di notevole esperienza, nonché un ottimo compositore. Il suo brano “Sno’ Peas” è stato inciso da Bill Evans in “Affinity”, uno dei dischi più amati del noto pianista, divenendo così un classico della letteratura jazzistica.

Dal sodalizio musicale di due personalità eclettiche e di lungo corso come Brock e Markowitz nasce un perfetto incontro sonoro tra violino e piano, un connubio equilibrato e giocato sulle nuance dell’improvvisazione e del talento, oltre che del bagaglio artistico maturato negli anni.

Queste le premesse dell’esibizione al Verdi in programma mercoledì 22 febbraio: un live jazz concert da non perdere.

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