FdI, ristoro per le attività limitate o chiuse dal Dpcm sia immediato

PORDENONE – “Imprenditori che da maggio hanno adottato le misure imposte per limitare il contagio: distanziamenti, riduzione coperti, igienizzazione continua dei locali, registrazione degli utenti/avventori. Il tutto anche a loro spese, pur di mantenere la propria attività, pagare gli affitti e i dipendenti”. Comincia così la nota di Emanuele Loperfido, portavoce provinciale FdI.

“Oggi questi imprenditori, per alcuni esponenti del governo additati unicamente come evasori, vengono nuovamente penalizzati, con una sorta di semi lockdown che è un preludio all’eutanasia del mondo dei pubblici esercizi, della ristorazione, del terziario, di cinema e teatri, mettendo a repentaglio migliaia e migliaia di famiglie che da queste attività traggono la loro fonte di reddito.

Luoghi nei quali, con il rispetto dei protocolli adottati, con grande disponibilità e sacrificio degli imprenditori, il rischio contagio è sicuramente inferiore se confrontato agli affollamenti dei trasporti pubblici nelle ore di punta.

Palestre, ristoranti, bar, cinema, teatri, che hanno lavorato a ritmo ridotto per rispettare le regole oggi vengono richiusi. Lavoratori lasciati a casa, con contraccolpi psicologici pari a quelli economici.

Il Governo ha avuto cinque mesi di tempo, e 100 miliardi di Euro, per mettere in sicurezza il trasporto pubblico locale, potenziare la sanità, riorganizzare la scuola e li ha sprecati. E adesso scarica sui cittadini le proprie responsabilità e i propri ritardi.

Al Presidente Conte, durante la conferenza Stato Regioni, ribadito anche dal capogruppo Luca Ciriani durante l’incontro tra Presidente del Consiglio e gruppi parlamentari, era stato chiesto che fossero le Regioni, in base all’andamento dei numeri legati al COVID-19, a poter calibrare eventuali orari di chiusure o limitazioni. Invece si è preferito, con un colpo di accetta, imporre queste limitazioni a tutti, in modo indiscriminato.

Friuli Venezia Giulia considerata alla stregua dei focolai d’Italia. Ingiusto. A dimostrazione dell’incapacità di saper controllare il proprio territorio e della volontà di governare collaborando con gli enti locali. Enti locali che vedono con i loro occhi e toccano con mano i drammi delle famiglie senza entrate”.

“E’ stato promesso – conclude Loperfido – un ristoro immediato. Dopo aver visto cosa è stata la famosa potenza di fuoco, confidiamo che questa volta tengano fede alla parola data.
Che sia garantito in modo diretto, sul conto in banca. Per garantire a questi imprenditori e lavoratori, parte fondamentale del tessuto economico e sociale del Paese, un futuro”.

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