Furti in 33 abitazioni, smantellata pericolosa banda criminale

PORDENONE – Si è svolta, con inizio dalle prime ore dell’alba di oggi, 21 febbraio, una vasta operazione della Polizia di Stato di Pordenone che ha eseguito arresti e perquisizioni in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia, nei confronti dei componenti, tutti di origine albanese, di una pericolosa banda criminale specializzata nella commissione di reati predatori in ville ed abitazioni ubicate nel Nord-Est.

I provvedimenti restrittivi in carcere sono stati disposti dall’autorità giudiziaria pordenonese nei confronti di tre cittadini albanesi, pluripregiudicati per reati specifici, responsabili di 33 furti aggravati in ville ed abitazioni, oltre che di altri 70 reati predatori, in fase di riscontro e riconducibili allo stesso gruppo criminale, tutti commessi ad iniziare dallo scorso periodo prenatalizio, principalmente nelle Province di Pordenone e Treviso.

Circa 1 milione di euro gli illeciti introiti tra denaro contante, gioielli, orologi, lingotti in oro, oltre a pistole e munizioni nella disponibilità degli arrestati, pronti ad utilizzarle anche nel corso dei loro raid serali e notturni nelle abitazioni.

Le indagini coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, sono state svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Pordenone che ha eseguito le operazioni in collaborazione con le Squadre Mobili di Milano e Treviso, con il Commissariato di P.S. di Conegliano Veneto (Tv), ed il concorso delle unità specializzate U.O.P.I della Polizia di Stato e del Reparto Prevenzione Crimine di Padova.

La presente indagine ha tratto origine dal furto aggravato in abitazione perpetrato nel centro di Pordenone la sera del 27 dicembre 2018, allorquando ignoti, introdottisi nell’appartamento asportavano un armadio blindato ove erano custoditi monili in oro per un valore di 30.000 euro, nonché un revolver Smith e Wesson cal. 38, una pistola semiautomatica Browning cal. 33, e tre fucili.

Venivano quindi avviate le indagini anche con l’acquisizione di traffico dal cui esame si evidenziavano tre utenze che si contattavano tra loro e temporalmente compatibili con la perpetrazione del furto.

Sviluppando tale dato si riscontrava come le tre utenze individuate, acquistate nel mese di ottobre in provincia di Milano ed intestate fittiziamente a persone inesistenti, risultavano essere presenti in concomitanza con altri furti in abitazione, perpetrati a far data già dal mese di novembre, reati predatori commessi nelle province di Pordenone e Treviso.

Si delineava così l’esistenza di un ben strutturato sodalizio criminoso, costituito da cittadini albanesi, gravati da precedenti specifici, specializzati nei furti in abitazione con sottrazione di casseforti ed armadi blindati, aventi la loro base logistica in due appartamenti rispettivamente ubicati a Conegliano Veneto(Tv) e Treviso, luoghi ove materialmente, utilizzando dei flessibili scardinavano i forzieri sottratti dalle case, impossessandosi del contenuto.

Si riscontrava ancora come gli stessi, tra i vari furti in abitazione, avevano perpetrato anche quello commesso la sera del 21 gennaio a Sacile con sottrazione della cassaforte contenente 40.000 euro di preziosi, nonché 1 pistola semiautomatica Sig Sauer cal. 45 ed 1 pistola semiautomatica Walther cal. 9 x 21, con relativi caricatori e nr. 200 cartucce.

Dal contesto investigativo emergeva come tali armi fossero rimaste nella disponibilità dei prevenuti, determinatisi ad utilizzarle, se necessario, durante le intrusioni nelle abitazioni.

Si evidenzia come solo sino alla data del 31 gennaio u.s. sono stati enucleati gravi, precisi e concordanti indizi di reità in ordine a 33 furti pluriaggravati in abitazioni, commessi nella fascia serale, che hanno fruttato al gruppo criminale circa mezzo milione di euro in beni fungibili quali denaro contante, preziosi, orologi e lingotti in oro. Accertata la pericolosità dei soggetti e la gravità dei fatti, le positive risultanze investigative venivano compendiate in una informativa di reato con richiesta di custodia cautelare in carcere formulata dal Pubblico Ministero presso la procura della Repubblica di Pordenone dr. Federico Facchin.

I procedenti G.I.P. e P.M., si determinavano quindi ad emettere rispettivamente ordinanza di custodia cautelare in carcere ed un Fermo di P.M., in ordine ai reati ex artt. 624 bis, 625 n. 2 e 5 e 61 n. 5 e 7 c.p. ed art. 110 c.p. 4 e 7 L.895/67, nei confronti dei seguenti cittadini albanesi:

1) PRUSHI Darjel nato il 9.9.1992 a Kruje, gravato da precedenti specifici, domiciliato a Conegliano Veneto (Tv);

2) ET HEMAJ Edmond detto “Mondi” nato 10.6.1984 a Peqin, , gravato da precedenti specifici, domiciliato a Conegliano Veneto (Tv);

3) DOBROZI Nikoll detto “Niku” nato il 10.8.1992 a Mamurras, gravato da precedenti specifici, in Italia s.f.d.;

I provvedimenti restrittivi in carcere sono stati disposti dall’autorità giudiziaria pordenonese nei confronti dei tre cittadini albanesi, pluripregiudicati per reati specifici, responsabili dei 33 furti aggravati in ville ed abitazioni, oltre che di numerosissimi altri reati predatori, circa 70, in fase di riscontro e riconducibili allo stesso gruppo criminale, tutti commessi ad iniziare dallo scorso periodo prenatalizio, principalmente nelle Province di Pordenone e Treviso, con introiti illeciti stimabili in un milione di euro. Individuato anche un flusso di tali beni illeciti verso l’Albania, con reinvestimento e riciclaggio in quello Stato.

Al termine delle operazioni, i tre arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Pordenone, in regime di isolamento, a disposizione della procedente Autorità Giudiziaria.

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