Manifatturiero, la crescita è (oramai) esaurita

PORDENONE – Anche il comparto produttivo della Destra Tagliamento, analogamente a quanto sta accadendo nel Paese e nell’eurozona, ha iniziato a contrarsi. E lo ha fatto, seppur con incidenze diverse, trasversalmente a tutti i settori.

Non è più quindi questione circoscritta al “solo” legno-arredo, che nel precedente periodo di analisi aveva fatto registrare un calo tanto vistoso quanto forse profetico di un malessere più generale.

Lo certificano gli imprenditori intervistati nell’ambito dell’indagine congiunturale trimestrale sul Pordenonese condotta dalla CCIAA di PN-UD che ha raccolto ed analizzato i dati del periodo gennaio/marzo 2019 e le previsioni per il secondo trimestre dell’anno. E proseguendo nella metafora nautica utilizzata solo alcune settimane fa, quando disse che il vento non stava più spirando come in precedenza, Giovanni Da Pozzo, Presidente CCIAA Pn-Ud ha spiegato che «ora, pur non essendo ancora in bonaccia, navighiamo a pochi nodi di velocità, il trend tendenziale tiene ancora, seppur con delle difficoltà, il congiunturale flette. Il quadro è senz’altro più preoccupante della volta scorsa ma sarei cauto con gli allarmismi. Per parte nostra – ha concluso – continueremo a monitorare molto attentamente la situazione confrontandoci con le categorie ed agendo, per quanto di nostra specifica competenza, nell’interesse delle imprese».

Secondo il Vice Presidente, Giovanni Pavan, «sembra proprio che il manifatturiero abbiamo esaurito la sua spinta di crescita. Tengono produzione e fatturato ma le cifre sono abbastanza modeste. La cosa che desta la maggior inquietudine, a mio avviso, è il tonfo degli ordinativi esteri, giù di quasi sei punti. Verificheremo, ma temo che le dinamiche innescatesi anche a causa della cosiddetta guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina ci stia mettendo del suo, direttamente o indirettamente. Nonostante ciò – ha aggiunto Pavan – il sentiment degli imprenditori non è così negativo. Spiace infine per Commercio e Costruzioni: nel primo caso il rallentamento interviene dopo una crescita progressiva, nel secondo invece, giunge dopo anni di crisi e recenti segnali di ripresa che avevano fatto ben sperare. Mi preoccupa perché a questa filiera – ha concluso il Vice Presidente – ne sono agganciate altre, come ad esempio lo stesso legno-arredo, che potrebbe risentirne».

Manifatturiero

Consuntivo: Per il settore sembra essersi esaurita la spinta alla crescita. Le variazioni tendenziali (cioè rispetto ad analogo periodo dell’anno precedente) dei principali indicatori sono ancora positive, ma in ulteriore peggioramento rispetto al trimestre precedente. Gli unici dati in controtendenza sono quelli della produzione, che aumenta del +2,1% (nel precedente trimestre era +1,0%) e del fatturato totale, anche questo in crescita del +2,1% (nel precedente trimestre era +1,2%). Molto modesto l’incremento del fatturato estero pari a +1,0% (contro il +3,4% del trimestre precedente). Peggiora soprattutto la dinamica degli ordini, con quelli interni stabili al +0,5% e quelli esteri in forte caduta al -5,7% (nel trimestre precedente erano stazionari al +0,5%). Ancora in lieve ripresa l’occupazione che registra un +0,7% (contro il +2,6% del trimestre precedente). Su buoni livelli il grado di utilizzo degli impianti che si attesta al 76% e supera l’80% nelle imprese di dimensioni maggiori (oltre i 50 addetti). Risulta sempre molto significativa, ma in flessione, la propensione all’export: la quota di export sul totale fatturato dalle imprese manifatturiere è infatti pari al 44% (raggiunge il 69% nella meccanica ed è leggermente inferiore al 75% nella grande industria).

Previsioni: Per quanto riguarda le previsioni per il secondo trimestre del 2019 si osserva una situazione di sostanziale stabilità, con il 50% circa degli intervistati che si attendono indicatori stazionari. Da segnalare una leggera prevalenza di imprenditori ottimisti sui pessimisti: infatti per produzione, fatturato e ordini interni, la percentuale di coloro che prevedono una crescita maggiore del +2% supera di oltre 10 punti percentuali quella di chi si attende diminuzioni oltre il -2%. Si differenziano le aspettative relative agli ordini esteri, per i quali il 64% degli intervistati prevede stabilità e il rimanente 36% si divide equamente fra ottimisti e pessimisti.

Sottosettore legno-arredo: dopo due trimestri di variazioni negative, la dinamica del legno-arredo registra una ripresa rispetto ad un anno fa. Nel dettaglio: la produzione sale al tasso del +1,5%, il fatturato del +0,9% e gli ordini interni del +1,0%. La crescita è più sostenuta per il fatturato estero che registra un +3,9% e per gli ordini esteri, in aumento del +4,5%. In aumento anche l’occupazione che sale del +2,7%.

Sottosettore metalmeccanica: ancora positiva, ma in rallentamento rispetto ad un anno fa, la performance della metalmeccanica, sottosettore in cui si osservano la crescita del fatturato totale pari a +4,4% e di quello estero pari a +5,2%. La produzione sale del +4,6% e gli ordini interni del +5,5%. Risulta invece stabile il livello dell’occupazione (+0,1%) e appaiono in deciso peggioramento gli ordini esteri che evidenziano una flessione pari a -6,7%.

Commercio al dettaglio

Consuntivo: il settore appare in sofferenza, con il trend delle vendite che dopo anni di segni positivi evidenzia una contrazione; infatti nel primo trimestre 2019 viene segnalato un calo al tasso del ‑2,7% rispetto allo stesso trimestre del 2018, mentre nel precedente trimestre si era registrato un +2,0%. L’occupazione appare stazionaria al +0,4%. Infine i prezzi di approvvigionamento e di vendita crescono entrambi a tassi prossimi al +1,5%.

Previsioni: Quasi il 42% degli imprenditori intervistati si esprime nel senso di una stabilità delle vendite. Tra gli altri imprenditori si osserva una lieve prevalenza di pessimisti – coloro che si attendono un tasso in calo di oltre il -2% – sugli ottimisti – che prevedono incrementi oltre il +2% -; infatti i primi superano i secondi di circa 6 punti percentuali.

Costruzioni

Consuntivo: il settore che, nel corso del 2017 e soprattutto del 2018, aveva mostrato segnali di risveglio dopo anni di fortissima crisi, ritorna in fase recessiva. Nel primo trimestre del 2019 infatti le variazioni tendenziali (cioè rispetto ad analogo periodo dell’anno precedente) dei principali indicatori sono risultate negative ed in particolare: la produzione è in diminuzione al tasso del -1,5%, il fatturato del -2,6% e le commesse del -0,6%. Anche l’occupazione riprende a calare al tasso del -0,9%.

Previsioni: per il secondo trimestre del 2019 oltre il 55% degli intervistati si attende una sostanziale stabilità di tutti gli indicatori presi in esame (produzione, fatturato, commesse); però si rileva anche una prevalenza di ottimisti (oltre il 25% degli intervistati) sui pessimisti (che rappresentano, a seconda degli indicatori, percentuali comprese fra il 12 e il 14%).

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