Uccise moglie e figlia: era capace di intendere e volere

PORDENONE – Abdelhadi Lahmar, il marocchino di 39 anni che ha ucciso la moglie Touria e la figlioletta Hiba, di soli 7 anni, la notte del 15 aprile scorso, nella loro abitazione di via San Vito, a Pordenone, al momento dei fatti era pienamente capace di intendere e volere.

E’ quanto emerso stamani, 17 dicembre, nel corso dell’udienza davanti al gip Alberto Rossi per l’incidente probatorio che aveva come oggetto la perizia psichiatrica dei consulenti nominati dal Tribunale: Francesco Piani, direttore del Dipartimento dipendenze di Udine, e Giovanni Gaiatto, direttore del Centro di salute mentale di Pordenone.

“Ora attenderemo la decisione del pubblico ministero – ha detto all’Ansa l’avvocato difensore Gianluca Liut – ma è chiaro che quanto stabilisce la perizia ci farà valutare con grande attenzione la possibilità di richiedere il rito abbreviato. Terminata l’udienza mi sono recato in carcere per comunicare l’esito al mio assistito, il quale anche oggi – ha concluso il legale – ha ribadito di non ricordare nulla di quei tragici istanti”.

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