Nuovo “debutto” per lo spettacolo “Ad un Passo” a Zoppola

ZOPPOLA – Per Molino Rosenkranz è una tappa importante e una sfida da affrontare sul campo, anzi sul palco, quella del nuovo “debutto” di “Ad un Passo” che venerdì 8 febbraio, alle 20.45, sarà rappresentato al comunale di Zoppola nella speciale edizione calibrata per lo spazio fisico, e non solo, del teatro.

L’appuntamento di Zoppola si fa ancora più importante perché rientra nel cartellone di prosa dell’ERT FVG, motivo di orgoglio e di soddisfazione per gli autori e attori dello spettacolo: Marta Riservato, Roberto Pagura,  Fabiano Fantini e Massimiliano Donato.

Nato come spettacolo itinerante tra i paesaggi e sui luoghi della Grande Guerra con tappe che nella scorsa estate, dopo il debutto in Slovenia, hanno attraversato tutta la Regione dalle montagne al mare nell’ambito del Festival teatrale “Sulla Nuda Pelle” organizzato da Molino Rosenkranz, “Ad un Passo” è un lavoro corale con continui salti spazio-temporali e di punti di vista: soldati “popolani” italiani e austriaci del ‘ 14 – ’18, un imam di oggi, un politico americano, un pilota di droni, una giovane sposa siriana: tutti nello stesso momento dello spirito, dove il tempo è talmente immobile da mangiare e confondere se stesso, ad un passo da un terribile destino per tutti.

Nella rappresentazione in teatro la storia e la sostanza del testo restano invariati, ciò che cambia è il linguaggio nella sua modalità e nel suo incedere. L’utilizzo di video e musiche, questi sì elementi nuovi, diventano leve emozionali per evidenziare il contrasto tra l’angoscia dell’animo umano e il caos creato dagli avvenimenti bellici con la calma della natura circostante dove la vita (almeno apparentemente) continua scorrere e a sopravvivere con i suoi ritmi, non curante dei massacri dell’essere umano.

In una delle notti più buie della storia d’Italia, quella del 24 ottobre 1917, migliaia di soldati aspettano. Sono tedeschi, austriaci e italiani che a poche centinaia di metri l’uno dall’altro attendono le 2.00, l’ora X in cui è previsto l’inferno. Le truppe imperiali hanno in serbo la più tremenda offensiva di sempre, gli italiani lo sanno, ma restano immobili con l’ordine di non anticipare l’attacco, nemmeno con un solo colpo di cannone.

Siamo nei pressi di Tolmino, dove l’Isonzo disegna una valle ai piedi del Monte Mrzli e qui troviamo i personaggi : semplici soldati, artiglieri, ufficiali, contadini che non la volevano neanche fare la guerra; tra loro una ragazza vestita da soldato che combatte con le truppe germaniche. Ognuno di loro ha davanti agli occhi non la vittoria o la sconfitta, ma un appuntamento con il destino che sembra non lasciar spazio ad alcuna prospettiva di futuro.

Tra quegli uomini la cui vita è appesa a un filo non ci sono solo i fantasmi della prima guerra mondiale, ma anche un imam, una giovane sposa siriana, un politico americano e un pilota di droni del Nevada. Anche questi personaggi sono accomunati da un appuntamento prestabilito con il destino: Soraya e Faris aspettano il loro matrimonio che si terrà in un giorno di primavera a mezzogiorno. In quello stesso istante alcuni esponenti della guerra al terrorismo cercheranno una preda, uno importante, che si trova proprio alla festa di nozze.

Un intreccio di vite che tra passato e presente si trovano ad un passo dalla morte. Una morte che purtroppo non risponde alla natura che, in quanto madre, dovrebbe poter decidere del destino dei propri figli. Chi allora, chi può, deve e dovrà rispondere di questo massacro in cui l’uomo, animale feroce sempre pronto all’assalto, è sia vittima che carnefice?

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